Laurea in psicologia. Estetista, ortodermista, naturopata, counsellor, ipnotista, psicosomatista, fitoterapeuta, formatrice nel settore dell’estetica professionale, giornalista, docente di elettrologia ed elettrofisiologia, drenaggio linfatico metodo originale dr. Emil Vodder, massaggio bioenergetico, antistress, connettivale metodo Dicke.
Ciao Elvira,
mi piacerebbe sapere qualcosa di più sui Chakra. Perché se ne parla tanto?
Giuditta da Udine
Cara Giuditta,
la dottrina dei Chakra affonda le proprie radici in un tempo remoto, le testimonianze più arcaiche si rifanno al 3000 a.C. e sono individuabili in un’ampia area geografica che include l’India, il Nepal e il Tibet. Anche in Europa ne sono state trovate tracce antichissime: i sovrani del V-VI secolo d.C. si sottoponevano a una sorta di trapanazione della calotta cranica nella zona alla sommità della testa (il Chakra della corona).
Chakra è un termine sanscrito dal suono misterioso e arcano, proveniente dagli antichissimi principi teorici delle dottrina indiana Tantrica, si traduce con “tutto ciò che ha una capacità rotante”. Questa parola fa quindi riferimento non a punti precisi ma a spirali energetiche che si determinano all’interno del nostro corpo dall’interconnessione della consapevolezza con il fisico e possono essere avvertiti mediante l’energia delle mani. I primi riferimenti si ritrovano nei testi sacri chiamati Veda (2000-600 a.C) e nella tradizione Indù sono associati a una divinità chiamata Kundalini, quelli principali sono sette e rappresentano l’essenza stessa del Kundalini Yoga. Sono collocati lungo la Sushumma, un canale energetico che corrisponde anatomicamente alla nostra colonna vertebrale (questo condotto rappresenta il percorso essenziale per l’energia sottile). Nei testi antichi la stima del numero dei Chakra arriva a una quantità elevatissima, la massima concentrazione è collocata nella zona cervicale nelle palme dei piedi, delle mani e intorno alla milza. Naturalmente le aree di maggiore importanza energetica sono rappresentate dai sette Chakra principali, grazie a particolari esercizi fisici e di meditazione l’allievo è in condizione di risvegliare l’energia spirituale Kundalini che sale verso la sommità del cranio facendo conoscere stati di consapevolezza, beatitudine e poteri psichici particolari.
I Chakra compiono un movimento circolare ininterrotto e questa rappresentazione rende alla perfezione la loro dinamicità. È corretto quindi immaginarli come vortici altamente energetici e dinamicamente attivi che s’irradiano principalmente dai gangli nervosi posti nella parte midollare della colonna vertebrale. Rappresentano dei fitti centri energetici che ricevono, trasformano e trasferiscono la forza vitale universale dell’uomo. Ogni centro energetico stimola stati psicologici diversi. I Chakra non possono essere individuati quali organi endocrini, poiché non sono matrici ma appartengono a un livello “sottile” ed “eterico” della realtà fenomenica. Le tecniche e i metodi di sviluppo dei sistemi di guarigione derivano dalla danza armonica e dinamica determinata dall’allineamento energetico dell’individuo con l’universo. Possiamo perciò affermare che nei Chakra il fisico e la psiche umani s’intersecano e si fondono immedesimandosi reciprocamente. Così come tramandato dai vecchi saggi: “La nostra vota è un semplice movimento energetico e, quando siamo sulla via del vero cammino personale e spirituale, la sua qualità diviene sempre più alla portata di noi stessi, concedendoci benefici”. I Chakra potrebbero essere paragonati a sette grandi porte che conducono all’interno dell’edificio umano, ognuna ha una chiave e una serratura ben precisa, per attivarle occorre però acquisirne la conoscenza.