La storia è questa
1908, New York: 129 operaie dell'industria tessile Cotton scioperarono per protestare contro le terribili condizioni in cui erano costrette a lavorare. Lo sciopero si protrasse per alcuni giorni finché, l'8 marzo (o il 25 secondo alcuni), il proprietario Mr. Johnson bloccò tutte le porte della fabbrica per impedire alle operaie di uscire dallo stabilimento.
Ci fu un incendio doloso e le 129 operaie prigioniere all'interno dello stabilimento morirono arse dalle fiamme. Da allora, l'8 marzo è stata proposta come giornata di lotta internazionale, a favore delle donne.
La commemorazione, tutta americana, delle vittime è stata poi accolta in tutto il mondo come la giornata simbolo del riscatto femminile.
La scelta di utilizzare la mimosa come simbolo della festa della donna risale al 1946, quando le organizzatrici delle celebrazioni romane cercavano un fiore di stagione a buon prezzo.
O sarebbe meglio parlare di "leggenda"?
Alla fine degli anni Settanta, due femministe storiche, Tilde Capomazza e Marisa Ombra, animate dal desiderio di ritrovare origini e significato della festa della donna, investirono due anni nella ricerca di testimonianze documentate della celebrazione dell'8 marzo (gli esiti sono pubblicati nel libro 8 Marzo. Storie, miti e riti della Giornata Internazionale della Donna). In un'intervista rilasciata a Repubblica, Tilde Capomazza sintetizza così la scoperta della verità...
"Marisa Ombra passava giornate in vari archivi, io sfogliavo libri, le poche riviste storiche esistenti; Internet allora per noi ancora non esisteva. Un giorno alla storica libreria delle donne 'Al tempo ritrovato' a piazza Farnese, a Roma, chiesi a Maria Luisa Moretti se per caso le fosse mai passato tra le mani qualche libro o rivista che parlasse della Giornata della donna, anche in lingua straniera, magari. Lei si mise a pensare, poi, rivolta a Simone, sua partner nella gestione della libreria, disse: 'Guarda un po' su quello scaffale ... ti ricordi quando venne una ragazza francese e ci lasciò un libro?' Simone non ricordava, ma cercò e trovò quel libro. Mancò poco che non svenissi. Titolo 'La journée internationale des femmes. La clef des énigmes, la verité historique'. Autrice Renée Coté , canadese del Quebèc, quindi di lingua francese. Era un libro farraginoso, ma ricco di riproduzioni, di citazioni, di appunti relativi alla confusa storia della Giornata, tutta interna al Movimento socialista internazionale e successivamente alla Internazionale comunista. Fu lì che scoprimmo che di incendio non si parlava affatto, ma decisiva fu la lettura degli atti della Conferenza internazionale delle donne socialiste a Copenaghen 1910 dove di Gdd si parlò, ma non di incendi... La giornata, dopo vari tentativi fatti da Clara Zetkin fu poi approvata a Mosca nel 1921, definita giornata dell'operaia, e ispirata alla rivolta delle donne di Pietrogrado contro lo zarismo avvenuta il 23 febbraio 1917(corrispondente nel nostro calendario gregoriano all'8 marzo)".
La festa della donna è realmente un'occasione di riflessione?
Dipende dalla sensibilità dei singoli, è ovvio. Parlare di donne, diritti femminili e femminilità oggi è questione delicata: donne usate o donne che si fanno usare? Donne dalla carriera impossibile o abili ricattatrici di uomini facoltosi?
Io sono una donna che lavora. Sono una moglie e sono una mamma. Appartengo, cioè, a quella categoria di donne che si scapicolla da una parte all'altra della città sperando che la giornata duri almeno 35 ore, per riuscire a fare tutto. Vivo col cellulare in mano, per tenere sotto controllo l'organizzazione della vita della mia famiglia. Ho le occhiaie che arrivano alle ginocchia, il mio più grande desiderio è di dormire 12 ore di fila e a volte sono scontrosa o mi arrabbio solo perché sono stanca o preoccupata (o perché ho "le mie cose") :-D. Però, caspita, sono felice. Quando finisce la giornata e mi guardo nel cuore, mi si allarga un sorriso sul viso. Per quello che ho, compresa la mia dignità e la mia intelligenza, e per quello che sono. Non mi capita solo l'8 marzo, mi capita ogni giorno di riflettere su di me come essere umano donna. I fiori mi sono arrivati ieri. Tulipani gialli. Mi piace l'originalità e il mio compagno lo sa. Lui odia la festa della donna, a me piace ricevere fiori. Per noi l'8 marzo è semplicemente questo.
*esthetitaly girl*
commenti
... anch'io lavoro e sono sempre di corsa e stamattina mio marito mi ha fatto un regalo bellissimo: ha portato lui le bimbe a scuola!!! Così sono riuscita a mettere la sveglia ben 15 minuti dopo, le ho mascherate e truccate (oltre alla festa della donna è anche martedì grasso...) ma invece di uscire per tempo e concedermi il lusso di fare tutto con calma, ho gironzolato x casa quasi in trance e dopo aver sparecchiato e spazzato x terra (cose che in genere faccio al ritorno dal lavoro....) sono uscita più tardi del solito!!! mmm... mi sa che lo "scapicollarsi" fa un po' parte di noi ormai!!! ;-))) ... e magari presto non ci sarà più bisogno della festa della donna per riconoscere il valore di tutte le donne-mamme-compagne-mogli-figlie-sorelle-amiche...
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