Nei giorni passati una spogliarellista, di cui non credo valga la pena incrementare la notorietà del nome, è salita sul monte Uluru e ha girato un video mentre si spogliava.
Uluru è il nome aborigeno di Ayers Rock, monte sacro per i nativi australiani. Vorrei raccontarvelo questo monte, perché è veramente particolare. Da turisti ve lo vendono in tutte le salse: visita Uluru al tramonto, Uluru in elicottero, Uluru a cavallo, Uluru all'alba, Uluru a cena. Così arrivate nell'outback australiano, dove gli arbusti del deserto affondano le proprie radici in una meravigliosa terra rossa (e dopo averla vista e toccata, nessun'altra terra sarà degna di rispetto), convinti che stanno cercando di vendervi un "sasso". E in effetti, geologicamente parlando, è poco più di un sasso, con i suoi 320 metri di altezza :-D
La magia si compie mentre lo guardate e cercate di capire perché siete lì, visto che alla fine sono veramente riusciti a vendervelo. Ed è quello che non si vede che vi emoziona. Sapete che gli aborigeni sono lì, ma non li vedete. Sapete che quel monte ha a che fare con la loro interpretazione sull'origine del mondo e vi chiedono - semplicemente chiedono - di rispettare questo loro credere. Con poche parole, mediate dall'associazione che gestisce il parco. E voi non avete più il coraggio di nulla che sia turistico. Smettete persino di parlare. E sentite il monte. E cercate di ricordare una qualunque sensazione ancestrale di appartenenza al tutto.
Poi arriva una qualunque pornodivetta e... sgrunt.
*esthetitaly girl*
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