autobiografia di uno Yogi

di Marilisa Verti
Esce in italiano l’edizione originale di Autobiografia di uno Yogi (Ananda Edizioni) scritto da Yogananda, il maestro indiano che ha saputo creare un connubio tra Oriente e Occidente. Il nocciolo del suo insegnamento consiste nello sviluppare una volontà perfetta per affrontare da vincitore tutte le sfide della vita grazie alla comunione con Dio.

L'Autobiografia di uno Yogi è una delle opere sulla filosofia indiana più famose e apprezzate in Occidente divenendo un vero e proprio best-seller spirituale. Edito per la prima volta negli Stati Uniti nel 1946, questo libro è stato poi pubblicato in tutto il mondo e tradotto in numerose lingue (la prima edizione italiana risale al 1951). Il libro e il suo autore ebbero una grande risonanza soprattutto negli anni '60 e '70 per via delle connessioni tra la filosofia indiana e il pensiero hippie, tra l'altro Yogananda è uno dei personaggi che appaiono nella copertina di Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band, il capolavoro dei Beatles, e la sua opera ispirò uno dei più complessi lavori degli Yes, Tales from Topographic Oceans.

Per festeggiare la ristampa del libro si sono tenuti due importanti incontri a Milano e a Roma con Swami Kriyananda, allievo di Yogananda che nel 1968 fondò la prima comunità di Ananda in California per promuovere la spiritualizzazione della vita quotidiana e la realizzazione del Sé attraverso la pratica del Kriya Yoga e della meditazione, ispirandosi alla sintesi tra l'insegnamento di Gesù Cristo e i principi dell'Induismo propugnata da Paramahansa Yogananda. Nel 1983 Kriyananda ha fondato la comunità di Ananda Europa, che dal 1986 ha sede ad Assisi, dove svolge un'ampia gamma di iniziative miranti a sviluppare l'autorealizzazione e l'evoluzione spirituale in tutti i fedeli, a qualsiasi religione appartengano.

Swami Kriyananda (J. Donald Walters) divenne discepolo di Paramhansa Yogananda nel 1948 e visse con lui durante gli ultimi anni della sua vita. È uno dei pochissimi seguaci diretti di Yogananda tuttora viventi. Ha raccontato la storia della propria ricerca spirituale e degli anni di formazione e studio con Yogananda nella sua autobiografia, Il Sentiero, che è generalmente considerata l’ideale prosecuzione del libro di Yogananda. Attualmente Kriyananda vive in India, dove con vari discepoli ha fondato una nuova comunità che mira a far rivivere il grande patrimonio spirituale di quel paese. Ci ha rilasciato una significativa intervista, in cui chiarisce dubbi e perplessità su Yogananda, il Kriya Yoga e le pratiche spirituali.


Perché Autobiografia di uno Yogi ha ancora tanta importanza?
Perché il messaggio di Yogananda è eterno. Oltretutto, c'è un maggior desiderio di Dio e di verità in questi tempi così incerti di quanto ce ne fosse nel 1946, quando il libro apparve per la prima volta.

Qual è la lezione che possiamo apprendere?
Questo libro stimola al desiderio di Dio e della verità, anziché essere una semplice esposizione intellettuale di questi concetti.

Si tratta di insegnamenti buddisti o induisti?
Le verità che insegna vanno al di là delle divisioni settarie e pongono scarsa attenzione a queste differenze: la verità è una ed eterna, risiede nei cuori degli uomini e delle donne in ogni luogo.

Quale è il nesso tra i vari maestri e profeti? Non ci sono contraddizioni filosofiche e religiose?
Le contraddizioni esistono solo superficialmente, a seconda delle necessità culturali... Se l'obiettivo vitale fosse raggiungere l'equatore, le persone dell'emisfero nord della terra direbbero di andare verso sud, mentre quelle dell'emisfero sud direbbero di andare verso nord. Queste due forze a un certo punto arriverebbero a incontrarsi e a mescolarsi e potrebbero combattere eternamente per stabilire la giusta direzione, ma sarebbe sciocco farlo. Ciò che Gesù, Krishna, Buddha e tutti i grandi maestri insegnavano era universale ed era sempre la stessa verità.

Come si può giungere alla realizzazione di Sé vivendo in un’epoca in cui è necessario lottare per farsi strada?
Coloro che vivono correttamente non devono mai lottare. Lavorano tranquillamente verso soluzioni positive nella vita e sono sempre felici interiormente.

È possibile seguire il proprio cammino senza necessariamente vivere in una comunità come quella di Ananda o altre simili?
Naturalmente è possibile! Ovunque Dio ci colloca, Egli verrà, se lo chiamiamo sinceramente. La ragione per risiedere in un buon ambiente è che è più facile essere fedeli ad alti ideali condividendoli con altre persone. “L’ambiente è più forte della volontà” diceva sempre Yogananda.

Quale è la differenza tra Yoga e Kriya Yoga?
Non c'é differenza: il Kriya Yoga è la forma più elevata di Yoga poiché dirige l'energia verso l'alto, lungo la spina dorsale fino al cervello, rendendoci completamente integrati in noi stessi.

Come si capisce la differenza tra una persona elevata spiritualmente e un cialtrone imbonitore?
La prima è umile e dirige sempre la devozione a Dio, il secondo è orgoglioso e dirige la devozione degli altri verso se stesso. Questa seconda tipologia di persone è quella che Gesù definì “ladri e rapinatori”.

Lei ha vissuto con Yogananda, ha studiato le sue opere, ha scritto e approfondito le tematiche, dunque ha dei buoni motivi per credere nei suoi insegnamenti. Ma perché una persona senza le sue conoscenze dovrebbe fidarsi di questo cammino?
Provate e semplicemente scoprirete ciò che funziona per voi.

Recentemente ha fondato un nuovo ordine monastico. Come si sviluppa? Cosa comporta? Chi può farne parte?
Dirlo in poche parole non è facile. L’ordine include il lato negativo della rinuncia (sviluppare il non attaccamento e l'eliminazione dei desideri), enfatizza la cooperazione con la verità così come si è in grado di comprenderla piuttosto che l'obbedienza a un “superiore”, soprattutto abbraccia il lato positivo della rinuncia (superare la coscienza dell'ego verso un'unione perfetta con Dio) e sottolinea il buon senso e la padronanza di sé, ad esempio il controllo del desiderio sessuale e di tutti gli altri desideri. Non è settario e i seguaci di tutti i sentieri spirituali sono invitati a unirsi. Al momento, una suora cattolica ha abbracciato questo ordine.

Quanti tipi di Kriya esistono?
Il Kriya Yoga è una tecnica avanzata per l’evoluzione spirituale, che è stata tramandata da epoche caratterizzate da una maggiore illuminazione spirituale. Fa parte dell’antica scienza del Raja Yoga e si riferisce alle azioni che purificano l’ego e che neutralizzano i “semi” del karma passato presenti nella coscienza. Esistono diverse tecniche di Kriya, quello che è giunto al mondo occidentale attraverso Paramhansa Yogananda si rifà alla tradizione di “Kriya Yoga di Lahiri Mahasaya di Benares”.

Come si può individuare quello corretto per ciascuno?
Quando questa domanda fu rivolta a una Yogini, in India, rispose: “Quello che ti viene dato dal tuo guru”. Certamente una pratica corretta porta benefici a chi vi si dedica, ma non è la tecnica in sé che conduce automaticamente alla liberazione, bensì le benedizioni del guru, che usa la tecnica come uno strumento per liberare i suoi discepoli. Come diceva Yogananda: “Il Kriya più la devozione funzionano come la matematica”.

Cosa bisogna fare per ottenere l’iniziazione?
Il Kriya è una tecnica di meditazione avanzata, che richiede un elevato grado di concentrazione e un forte sistema nervoso centrale, che sia in grado di sostenere l’accresciuto flusso di energia risvegliato dalla pratica. Pertanto, il primo passo è stabilire una regolare routine quotidiana di meditazione, poi frequentare corsi di preparazione al Kriya durante i quali sono insegnate altre pratiche.

Quanto costa un corso?
Questa informazione si trova sul sito www.ananda.it.

L’iniziazione è compatibile con altre dottrine e/o religioni (cattolicesimo, chiesa ortodossa, islam, animismo, ateismo, etc)?
Certamente sì! Lahiri Mahasaya, conosciuto come il padre del Kriya Yoga nell’età moderna, dette l’iniziazione al Kriya a induisti, cristiani, musulmani e anche ad atei, affermando che nessuno deve rinunciare alla sua “religione” per seguire questo sentiero.

Una volta ottenuta l’iniziazione, cosa si deve fare?
Si afferma il discepolato a Dio e ai maestri del Kriya, ci si deve quindi impegnare a praticare fedelmente e con regolarità le tecniche così come sono state insegnate, almeno due volte al giorno.

È vero che esistono corsi per corrispondenza sulla meditazione? In cosa si differenziano da altri simili?
Sì è vero, esistono corsi per corrispondenza, ma ad Ananda è data molta importanza al contatto personale per aiutare ciascuno individualmente ad apprendere le pratiche nel modo più corretto ed efficace possibile.
 

giovedì 09 febbraio 2012

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