Le unghie si ammalano: segnali da riconoscere

di Dott.ssa Sandra Lorenzi
Quando le unghie si ammalano assumono aspetti clinici molto particolari che, se valutati con attenzione, possono fornire informazioni molto importanti sulla nostra salute.
Quando un paziente si presenta con alterazioni a carico dell’apparato ungueale è importante eseguire, come in tutte le malattie, una corretta anamnesi ricordando sempre che sia malattie sistemiche sia locali possono essere causa di patologie delle unghie.

È innanzitutto importante valutare tutte le venti unghie, quelle di mani e piedi, chiedendo se in famiglia esistono malattie dermatologiche. A seconda del distretto interessato, la lamina ungueale lancia dei segnali: avremo quindi segni clinici diversi se è interessata la matrice, il letto ungueale o se ci sono dei depositi di pigmento a livello della lamina.
Poiché quest’ultima è una struttura cheratinizzata morta, i danni che si producono non vengono riparati ma si sommano, la parte danneggiata viene rimossa solo quando la lamina viene tagliata, quest’ultima è quindi in grado ci fornirci indicazioni anche sul periodo in cui il danno si è verificato.
• Le linee di Beau sono una frequente alterazione a carico della lamina e si presentano come dei solchi trasversali che progrediscono distalmente con la crescita della lamina. Si possono osservare in numerose malattie dermatologiche, quali la dermatite da contatto irritativa o allergica, in malattie sistemiche, dopo una chemioterapia, ma sono più frequentemente legate a manicure aggressive.
• Il pitting corrisponde a piccole depressioni che si osservano sulla superficie della lamina legate a un’alterazione della cheratinizzazione ungueale. Sono frequenti in malattie infiammatorie quali la psoriasi, l’eczema, l’alopecia areata.
• Le striature e fissurazioni della lamina sono generalmente espressione di fragilità ungueale, ma spesso le unghie degli anziani presentano questi sottili rilievi longitudinali.
• Le macchioline biancastre o leuconichia, che spesso osserviamo sulla superficie della lamina ungueale, non sono come si crede espressione di carenza di calcio ma di una alterazione della cheratinizzazione o formazione dell’unghia. Si notano spesso nei bambini come espressione di piccoli traumi legati alla minore consistenza della lamina o nelle donne dopo una manicure aggressiva.
• Le unghie a cucchiaino sono unghie che si presentano molto sottili e con un aspetto concavo. Questo è normale nel bambino e tende spontaneamente a migliorare con il passare del tempo, nell’adulto può interessare alcune categorie professionali quali i metalmeccanici in seguito all’uso di oli minerali che assottigliano la lamina oppure può essere espressione di una carenza di ferro.
• Si parla di onicomadesi quando la matrice ungueale cessa di funzionare. Di solito questa condizione si verifica quando essa subisce un trauma importante, la lamina appare così distaccata dalla piega ungueale prossimale e sarà sostituita da una nuova lamina.
Quando è il letto ungueale a essere interessato da un processo patologico abbiamo la formazione delle emorragie a scheggia, la presenza di onicolisi e ipercheratosi subungueale.
• Le emorragie a scheggia sono espressione della rottura dei capillari dell’unghia, che si trovano a livello del letto ungueale e che hanno un aspetto tipicamente longitudinale e filiforme. Anche un semplice trauma può essere responsabile della loro formazione.
• L’onicolisi si realizza quando la lamina ungueale si solleva e si stacca dal letto. È una condizione clinica molto frequente perché può essere legata a processi infiammatori, traumatici, infettivi e neoplastici.
• L’ipercheratosi subungueale è la conseguenza di processi infiammatori che alterano il letto ungueale determinando un’eccessiva produzione di cheratina, per cui la lamina appare sollevata da un eccesso di squame.
Depositi di pigmento a livello della lamina ungueale si possono osservare se si forma un ematoma, in seguito al contatto con sostanze coloranti (tipica è la pigmentazione della lamina come conseguenza dell’uso prolungato di smalti rossi) o quando i melanociti che normalmente non funzionano si attivano dando origine alla formazione di bande longitudinali scure. Quest’ultima condizione è molto importante, perché se è vero che molte malattie o farmaci possono attivare i melanociti (in questo caso ci troviamo di fronte generalmente a bande multiple), in molti casi invece, soprattutto quando le bande sono singole, siamo di fronte a dei veri e propri nei, come quelli che abbiamo sulla pelle, che devono quindi essere sottoposti a controlli periodici.

venerdì 24 maggio 2013

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