Lo snellimento, almeno quello che le normative attuali permettono ai prodotti cosmetici di esercitare (parlo soprattutto del nuovo regolamento comunitario che entra definitivamente in vigoreultifunzionali: nel 2013), significa solo una redistribuzione della massa grassa, ma esclusivamente di quella superficiale. In pratica, il cosmetico dimagrante non può esistere; può semmai aiutare, insieme a un adeguato massaggio, a evitare accumuli adiposi superficiali… Un elegante giro di parole per dire che può contrastare alcuni fenomeni sottocutanei tipici della cellulite ma, per carità, menzionandola alla lontana!
Allora, occorre innanzitutto favorire la mobilizzazione lipidica, convincere cioè il corpo a disinvestire le proprie riserve energetiche, che tende ad accumulare come grassi sottocutanei, e liberare invece l’energia in essi contenute. Si suggeriscono azioni diverse a seconda della zona di accumulo: per la pancetta, sono proposti estratti di alghe, sempre nuovi, un’ennesima versione di una serie di principi attivi marini. Il mare è anche una fonte abbondante di sali, con effetti drenanti, ossia di aiuto all’eliminazione del ristagno di liquidi acquosi sottocutanei; che è un altro degli stati di disequilibrio da correggere se cerchiamo di ottenere lo snellimento. Ai sali, insieme alle argille provenienti da paesi di origine sempre più esotica, sono attribuite azioni assorbenti e occlusive.
In seconda battuta, la carnitina, che è entrata a far parte del ricettario degli ingredienti cosmetici funzionali quando si tratta di sloggiare le sostanze grasse. In effetti, nell’organismo umano è un trasportatore di acidi grassi e aiuta attivamente le cellule viventi a utilizzarli come sorgente di energia.
Azione drenante e riattivazione del microcircolo, particolarmente spento nei casi di eccessivo accumulo adiposo, sono ottenute anche con gli alcaloidi, sostanze estratte da piante e così chiamate perché in soluzione acquosa danno reazione alcalina. Tutti gli alcaloidi vegetali possibili sono ormai già stati usati in cosmetica (esclusi – beninteso – morfina, stricnina e simili strutture a elevata tossicità). Dal caffè al cacao, al guaranà, la loro azione drenante è ormai ben nota; ma è soprattutto importante l’attivazione dell’enzima che agisce sulla scissione dei grassi, la lipasi. Nei gel anticellulite l’azione della caffeina e delle molecole ad essa simili è spesso sommata all’ azione degli estratti di centella asiatica: mentre la caffeina riduce il grasso, la centella asiatica dona sollievo alle gambe gonfie e favorisce il drenaggio dei liquidi (ossia combatte la ritenzione idrica spesso legata alla comparsa della cellulite).
Seppure si tratti di sostanze già note, ciò che sta cambiando nell’ultimo periodo è la loro concentrazione di impiego, che sta salendo sempre più, per un’efficacia funzionale potenziata. Inoltre sono stati sviluppati veicoli più performanti e associazioni sinergiche con principi attivi, quali la kigelia africana. In effetti i veicoli cosmetici sono l’elemento di discussione più attivo nell’ultimo periodo. Ci si è resi finalmente conto che non è sufficiente inserire un certo principio attivo in una formula, perché questo eserciti la sua attività. Occorre innanzitutto che la concentrazione sia adeguata, in modo da rientrare nella zona di concentrazioni efficaci detta “finestra di attività”; al disotto della quale non c’è quantità sufficiente di sostanza, e al disopra di cui, ogni eccesso è inutile. Ma non è solo questione di concentrazione, occorre anche che la sostanza attiva sia più affine per la pelle che per il veicolo cosmetico, in modo che si trasferisca “volentieri” dalla formulazione dentro la cute, là dove deve agire. Ciò richiede studi formulativi accurati, calcolo dei fenomeni di trasporto e di ripartizione; se ben condotti, permettono addirittura di risparmiare sulla concentrazione di sostanza attiva e di aumentarne la funzionalità.
L’estratto di kigelia africana, sopra annunciato, è un attivo ad azione tonificante; vediamo cosa vuol dire esattamente questo termine molto impiegato. Tonificare la pelle significa accrescerne la microcircolazione superficiale apportando nuovo nutrimento alle cellule danneggiate, revitalizzare le funzioni cutanee, compattare la pelle rilassata e richiudere i pori. Le proprietà meccaniche chiave della pelle, come ad esempio l’elasticità, ne vengono notevolmente influenzate.
Tutti gli attivi destinati ad agire sulla pelle devono essere supportati da un’adeguata azione termica. Che sia calda o fredda o entrambe, sono tutti sistemi adatti a stimolare il microcircolo, come una specie di sauna localizzata, che fa affluire sangue ai capillari e (ancora) aiuta la mobilizzazione dei grassi. Allo scopo si impiegano sia nuovi derivati del mentolo raffreddanti sia ingredienti riscaldanti, quali gli oli di cinnamomo (Cassia Cinnamon) e maggiorana (Origanum majorana).
Sempre per favorire al massimo la diffusione profonda degli attivi, si è proposta la strategia di farsi avvolgere come un pacchetto in bende riempite con un gel di alginati estremamente idratante. E' noto infatti che la pelle molto idratata fa assorbire più facilmente i principi attivi applicati. Idratazione spinta si può ottenere anche con l’applicazione di argille o bentoniti. In commercio ne esistono molti tipi, diversi per colore e purezza, per il contenuto in minerali (rapporti tra silice idrata, idrossido di Alluminio, sali di Magnesio e di Calcio), oligo-elementi in tracce e micro-alghe, per il potere assorbente delle tossine e del sebo superficiale, la capacità di esfoliazione, il coefficiente di idratazione e rigonfiamento. La loro applicazione ha anche un finale effetto vellutante ed esfoliante, che è particolarmente gradito come segnale di pelle ben trattata. Tra i tipi esotici è necessario citare il fango del Mar Morto, mentre tipicamente italiano è un complesso ultra-fine ricavato dai depositi alluvionali delle Dolomiti del gruppo del Brenta.
Sempre con azione tonificante, gli isoflavoni della soia (Glycine max) continuano a mietere successi. Tonificano, aiutano a eliminare le tossine e attenuano le adiposità localizzate, secondo quanto annunciano i foglietti illustrativi. Addirittura agiscono in modo dimostrabile sulla pelle a buccia d’arancia. Questo “brodo primordiale” è spesso arricchito da vitamine ed estratti di erbe benefiche. Il più recente è l’acqua di fiori di Loto (Nelumbo).
Ma non dimentichiamoci la protezione dei vasi sanguigni capillari! Spesso è la debolezza delle loro pareti che sta alla base di tutti i fenomeni di alterata distribuzione lipidica e rilassatezza cutanea. Resveratrolo (principio attivo estratto dall’uva), ruscogenine estratte dal Ruscus aculeatus e antocianosidi di mirtillo (Vaccinium myrtillus) sono entrati nelle strategie difensive dei capillari. Per aiutare a risolvere i possibili problemi di edema localizzato, dominano ancora le saponine dell’ippocastano (Aesculus hippocastanus). Ma stanno sorgendo all’orizzonte gli esteri triterpenoidi della calendola (Calendula officinalis) e l’andrografolide (principio attivo dell’Andrographis paniculata, pianta coltivata in India). Non basta. Esplorando il fondo marino, si sono investigate ancora alcune alghe e spugne per la loro attività anti-edema. Corallina elongata, Galaxaura oblongata, Laurencia obtusa e Udotea petiolata sono le alghe che hanno dimostrato maggiore attività antiedema; compariranno presto nei nuovi prodotti in preparazione per la primavera.
Possiamo ancora una volta meravigliarci per l’inesauribile sorgente di sostanze costituita dal mare e dalla sua flora. Ma possiamo anche riconoscere che la tecnologia analitica e le sperimentazioni, applicate alle sorgenti di ingredienti naturali, permettono di ottenere quel connubio tra scienza e ecosistemi che rappresenta la vera naturalità, senza “bollini” gialli, rossi o verdi, adatti forse a segnalazioni semaforiche e non a identificare efficacia e sicurezza ambientale e personale.