trattamenti cosmetici del cavo orale

di DI Luigi Rigano

strutture-chiave del nostro corpo, la bocca, i denti e il cavo orale sono contemporaneamente strumenti di comunicazione verbale, porto del nostro respiro, passaggi obbligati dell’alimentazione ma anche strumenti sensoriali importantissimi

In più, formano un centro dell’espressione mimica comunicativa e sono anche strumento di piacere. Man mano che il tempo passa, si modificano sensibilmente con l’età.
Il loro stato di equilibrio è strettamente legato al livello di salute complessiva del nostro organismo.  
Oltre che il mantenimento in buono stato fisiologico delle varie strutture coinvolte (labbra, denti, gengive, cavo orale) è d’obbligo sia la cura cosmetica dell’insieme sia un’igiene accurata; specialmente quando l’invecchiamento progressivo rende meno efficienti i meccanismi fisiologici di riparazione dei danni. I tessuti coinvolti sono molti e di varia struttura.

smile!
Il materiale dei denti è uno tra i pochi minerali prodotti dal corpo umano, di cui sono costituite anche le ossa: l’idrossiapatite. Si tratta di un fosfato di calcio di durezza variabile a seconda del suo contenuto di carbonati, fluoruri o ioni ossidrile nel reticolo cristallino.
La porzione dei denti a diretto contatto con l’ambiente del cavo orale è lo smalto: il tessuto biologico con il maggiore grado di calcificazione, il più duro nell’uomo, ma in situazione di equilibrio precaria. È infatti costantemente soggetto alla perdita di minerali, principalmente per l’azione degli acidi del cavo orale, introdotti con gli alimenti (frutta, bibite, aceto). Ma i principali responsabili della demineralizzazione dello smalto sono gli acidi prodotti nella placca dentale dai batteri, tramite il metabolismo degli zuccheri alimentari. Si forma una pellicola sulla superficie dei denti, la placca: una miscela di batteri, amidi, proteine, lipidi. Il successivo sviluppo della carie richiede la presenza contemporanea di zuccheri e batteri, ma le conseguenze più gravi sono influenzate dalla suscettibilità individuale, dal tipo e quantità di batteri presenti, dalla qualità e quantità della secrezione della saliva. Quando invece il tessuto dentale è corroso da acidi alimentari (ad esempio i succhi di agrumi), un processo che non coinvolge i batteri, la perdita di materiali – che prende il nome di erosione – è progressiva e irreversibile. Anche fattori meccanici possono determinarla: ad esempio, uno spazzolino da denti con setole di media durezza, azionato per due minuti, asporta uno spessore di smalto di circa 3-4 micron.
L’aumentata stabilità agli acidi a seguito di aggiunta di ioni fluoruro ha effetti positivi sulla solubilità dello smalto, che diminuisce; per questo il fluoro è entrato nella composizione dei comuni dentifrici e collutori per l’igiene orale. La media italiana di contenuto nelle acque si aggira su 0.7-1.2 ppm (parti per milione, ossia milligrammi per chilogrammo); le acque definite fluorurate arrivano a 1-7 ppm. Anche se il fluoro è un elemento di fondamentale importanza per la nostra salute, la scienza non è ancora certa della sua reale efficacia nel salvaguardare i denti dai fenomeni corrosivi; inoltre, è un elemento difficile da dosare. Se non si assumono almeno 2,5 mg/giorno di fluoruri si ha demineralizzazione, tuttavia una dose di 5mg/kg di peso corporeo provoca intossicazione acuta. L’equilibrio è assai delicato, come si vede. Ma è soprattutto importante una corretta igiene orale. Se non si spazzolano i denti dopo i pasti, i batteri iniziano presto la loro opera distruttiva e il recupero è poi molto difficile. La pulizia con dentifricio, spazzolino e filo interdentario (ogni sera!) migliora anche l’alito e favorisce i contatti con chi ci sta a fianco. Recentemente alcuni derivati del mentolo sono stati introdotti per dare freschezza di lunga durata senza irritazioni. Bisogna però evitare di usare troppo dentifricio, ed è importantissimo sciacquarne molto bene le ultime tracce con acqua tiepida, magari con qualche goccia di colluttorio che abbassa ulteriormente la carica batterica del cavo orale. Le tracce di schiumogeno contenute nelle paste non provocano inconvenienti, ma è bene eliminarle accuratamente per risciacquo e non ingerirle. Se poi vogliamo avere veramente l’alito pulito, al mattino bisogna passare lo spazzolino lentamente, con dolcezza, più volte, sul fondo della lingua, per asportare le tracce di materiali di scarto vari. Potrà sembrare difficile, ma ci si abitua presto.

labbra morbide e perfette

Per quanto riguarda le labbra, queste sono sottoposte alternativamente a cicli di “asciutto-bagnato” a seconda del contatto periodico con la saliva e con l’ambiente. La loro pelle ha una struttura speciale (pseudo-mucosa) e, dall’interno verso l’esterno, passa progressivamente fino alla struttura cosiddetta mucosa, non protetta dallo strato corneo, tipica del cavo orale. È una zona che diventa facilmente secca e screpolata, per questo deve essere protetta da sostanze emollienti, con ingredienti anti-irritanti. Sono comunemente usati burri vegetali (karité, mago, illipé), oli restitutivi (olio di oliva, insaponificabili di avocado) con effetti anti-irritanti, riscostruttori di barriera (ceramidi), lenitivi (acido glicirretico). Da integrare anche con la dieta, con l’assunzione orale di capsule di gelatina con acidi grassi omega 3 e omega 6, che abbattono gli stati di secchezza della pelle matura.
Un trattamento di giovinezza per le zone rugose attorno alle labbra dovrebbe essere fatto regolarmente, ad esempio una volta alla settimana, con creme contenenti acidi della frutta, per aumentare il rinnovamento cellulare (da risciacquare poi molto bene con bicarbonato per evitare irritazioni e da alternare con scrub meccanici). Prossimamente, sarà messa in commercio una polvere dolcemente abrasiva levigante, basata su un ossido di alluminio purissimo, mentre dalle montagne del Brenta si ricava una polvere micro-fine utile per preparare maschere e impacchi localizzati.
Il massaggio locale ha poi effetti ottimi sul microcircolo.  Ma bisogna sempre intervenire con creme elasticizzanti, specie prima del sonno notturno, per rimpolpare le rughe di espressione.
Se poi si vogliono labbra più pronunciate, esistono ormai prodotti con effetto “plumping” (rigonfiante) che per qualche ora attivano il microcircolo locale. Come decorazione finale (ma anche protezione dai raggi solari e dalla fissurazione), i rossetti sono ormai strumenti perfezionati: sono ricchi in cere protettive, oli emollienti, principi attivi trattanti di lunga durata, sicuri per la pelle. Ma la migliore cosmesi rimane il buonumore: imparare a sorridere e ridere renderà partecipi anche gli altri del benessere del vostro cavo orale.

sabato 19 maggio 2012

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