Attraverso i secoli si sono date spiegazioni diverse per le proprietà benefiche di determinati materiali esistenti in natura, andando dalle interpretazioni più intuitive o empiriche fino ai primi tentativi di classificazione scientifica, sostenuti poi da riscontri grazie alle tecnologie moderne.
La magnetite ha trovato uso nelle bussole, le carte di credito e altri microchip sarebbero impensabili senza l’uso della silice, gli orologi al quarzo fanno parte della nostra vita quotidiana, così come gli schermi TV e i PC a cristalli liquidi e ancora più recentemente le nanotecnologie, ispirate ai cristalli. Ma per trovare una spiegazione razionale dell’effetto benefico sulla salute dobbiamo scomodare la fisica quantistica, e per la scelta di un cristallo o minerale possiamo o avvalerci del ricco bagaglio di esperienze raccolte da altri, oppure allenare il nostro intuito.
un mondo geometrico, di affascinante armonia
Che cosa distingue un cristallo (useremo per ora il termine in modo generico; il concetto riguarda anche le pietre preziose e semipreziose) da altri materiali anorganici esistenti in natura? È l’armonia intrinseca della sua struttura, l’allineamento dei suoi atomi secondo un disegno ben preciso che ne determina alcune caratteristiche, come ad esempio la trasparenza o la lucentezza. E a quanto pare è questo “ordine” che permette e dà origine a fenomeni di risonanza. Potremmo usare il paragone di una campana: solo se la sua forma è regolare e soprattutto se non presenta delle crepe, essa potrà emettere un suono limpido e armonioso.
Ogni cosa nell’universo ha una sua vibrazione specifica, cioè una frequenza e una lunghezza d’onda. Lo schema di vibrazione dei cristalli pare sia particolarmente puro (non a caso si dice “cristallino” per indicare purezza) e pertanto in grado in fare da antenna, da ricetrasmettitore, entrando in risonanza ad esempio con chi li sta usando a scopo terapeutico.
Altre spiegazioni, come la scoperta dei coniugi Marie e Pierre Curie, nel 1880, sugli effetti piezoelettrici (carica elettrica in seguito a pressione) di certi cristalli, in particolare della famiglia dei quarzi, appaiono a questo punto solo parziali e insufficienti per spiegare un fenomeno di così vasta portata, quale appunto il potere terapeutico delle pietre.
molti cristalli, molti usi
Esiste in natura un numero vastissimo di minerali di grande bellezza. Alcuni sono molto pregiati, altri sono rari ma non per questo molto costosi, e altri ancora sono decisamente accessibili a tutti.
Da tempo si usano alcune centinaia di minerali per applicazioni terapeutiche, e vi sono operatori specializzati in materia. Per il fai-da-te è utile conoscerne un numero limitato, per riuscire a memorizzare agevolmente i loro potenziali benefici e quindi riuscire a metterli in pratica all’occorrenza anche nella vita quotidiana.
I primi passi si possono fare cercando di capire le proprietà di pietre o cristalli che già si possiedono, ad esempio sotto forma di gioiello o di oggetto d’arredo. Oppure indagando in base alle proprie preferenze finora sviluppate; queste possono essere condizionate da gusti altrui, da mode, da incontri casuali, ma anche da un’attrazione intuitiva che avvertiamo verso alcuni minerali. È un approccio economico perché non richiede nuovi acquisti.
Oppure si può cercare di capire quali materiali possono essere particolarmente utili in determinate condizioni psico-fisiche; la scelta è vasta, per cui si troverà certamente qualche pietra che gratifichi anche il proprio gusto e le proprie inclinazioni. O ancora si può scegliere in base al proprio segno zodiacale e, in questo caso, facendo uso del ricco bagaglio di esperienze accumulate nei secoli e nelle diverse culture.
Per iniziare nel modo più pratico, elencheremo qui di seguito alcuni tra i cristalli/minerali di uso più frequente, che sono anche facilmente reperibili a un costo accessibile.
cristallo di rocca
Trasparente, bianco come il ghiaccio, tanto che nell’antichità si credeva si trattasse di ghiaccio puro, pietrificato. È silicio puro: SiO2. Tutti dovrebbero averne un certo numero: di forma smussata, da tenere in mano o da portare in tasca o al collo; di forma naturale, appuntita, per metterlo nell’acqua da bere. Infatti, lasciato nella brocca dell’acqua anche per poco tempo, la rende “fresca” e molto gradevole, perché apre i ponti idrogeno-ossigeno e ne aumenta la vitalità, come se l’acqua avesse potuto scorrere in un ruscello di montagna. Lasciandovelo per tutta la notte, il cristallo di rocca rende l’acqua idonea per ripulire tutto l’organismo e per riattivare anche quelle zone diventate “pigre” e insensibili. Può essere applicato sulla fronte o sul petto per abbassare la febbre. Acuisce i sensi e le percezioni. Il cristallo di rocca si ricarica quando lo si espone ai raggi del sole.
ametista
Il suo colore lilla-viola affascina molti ed è dato dalla componente di ferro. La base è sempre SiO2, con diverse proporzioni di ferro, manganese e titanio. Nell’antichità si riteneva favorisse la sobrietà, in tutti i sensi, e la resistenza alle tentazioni. Già Ildegarda di Bingen applicava l’ametista contro diverse malattie cutanee e per rassodare i tessuti connettivi. L’acqua nella quale si è fatta riposare un’ametista può essere usata come lozione, soprattutto in caso di pelle impura. In caso di emicrania o di tensioni da stress, l’ametista si appoggia sulla fronte o in cima alla testa (chakra del loto) o si tiene in mano. Ha effetto regolatore per la pressione sanguigna e favorisce un sonno tranquillo e continuativo. Qualcuno la tiene sotto il guanciale per scacciare gli incubi. Un blocco d’ametista di buone dimensioni posto nell’ambiente favorisce la concentrazione e l’intuizione. Ha azione armonizzante. Non va esposta al sole forte, diretto. Si pulisce sotto acqua calda corrente una volta al mese.
giada
In Cina la giada è apprezzata e venerata da millenni, come pietra della fortuna e della salute, che rappresenta le maggiori virtù: saggezza, giustizia, coraggio, modestia e carità e che diffonde armonia e pace. La sua formula è NaAl[Si2O6], il suo colore è il verde in tutte le tonalità, raramente nero o altri, e al tatto si presenta morbida, come se fosse ricoperta di talco. Ha effetto benefico soprattutto sui reni e favorisce un corretto equilibrio acido-basico. Per un effetto disintossicante, si lascia una giada nell’acqua per tutta la notte e la si beve al mattino a digiuno. In caso di problemi renali, si appoggia la pietra sul primo chakra (sacrale). Per rafforzare cuore e circolazione e il sistema nervoso, indossare collane di giada e/o porre una giada sulla fronte per 20 minuti prima di addormentarsi. Si ripulisce sotto acqua corrente e si ricarica, secondo il bisogno, vicino a grandi ametiste.
occhio di tigre
La pietra levigata ha dei riflessi che ricordano gli occhi di animali. In passato si credeva aiutasse ad acutizzare la vista e guardarsi dai pericoli – a quanto pare i crociati e gli esploratori portavano addosso un occhio di tigre. Oggi si ritiene che rafforzi ossa e articolazioni e che protegga i bronchi (gli asmatici dovrebbero averlo sempre con sé!). Ha effetto armonizzante sui nervi e sui surreni; può attenuare mal di testa e crampi. Sostiene anche nelle situazioni in cui occorre chiarezza e decisione. La sua formula chimica è SiO2+FeOOH. Le pietre andrebbero pulite sotto acqua corrente dopo ogni uso, le collane invece dopo averle indossate per pochi giorni. Si ricaricano esponendole al sole per alcune ore, un paio di volte al mese.
quarzo rosa
Trasparente, di color rosa, è considerato fin dall’antichità come simbolo dell’amore, della fertilità, del benessere femminile. Lenisce i dolori e i disturbi cardiaci, specie se applicato sul chakra del cuore. Protegge dalle radiazioni nocive: è bene tenerne uno sopra il computer o di fianco al letto. Rafforza il muscolo cardiaco, ossigena e purifica il sangue specie se indossato a contatto con la pelle. Si consiglia di bere al mattino acqua nella quale un quarzo rosa ha riposato durante la notte. Per lenire i crampi mestruali e migliorare la fertilità, tenere la pietra in mano o appoggiarla sul corpo. Un quarzo di grandi dimensioni “schiarisce” l’ambiente; rende più sensibili verso le esigenze proprie e degli altri. La sua formula chimica è SiO2+Na, Al, Fe, Ti. Si pulisce una volta alla settimana sotto acqua corrente.
le “non-pietre”
Nella cristalloterapia sono usate anche alcune formazioni naturali che non sono minerali anorganici nel senso stretto della parola ma meritano comunque particolare attenzione.
Ambra. Si tratta di una resina fossile (biolito, pietra originata dal vivente) proveniente da conifere sommerse dal mare milioni di anni fa e quindi pietrificate dalla pressione, infatti è piacevolmente calda al tatto. Può essere trasparente nei colori da giallo chiaro a marrone-arancio, oppure opaca da bianco crema a giallognolo. Già gli antichi greci avevano scoperto che l’ambra si carica in modo elettrostatico mediante frizione, e nel IV secolo a.C. Ippocrate di Kos la considerava un rimedio universale e da pronto soccorso. È utile nelle giornate ventose per prevenire il nervosismo, l’“elettricità” del corpo. Lenisce molti disturbi della pelle e allergie (acne, eczemi, forfora, verruche) ma anche problemi delle vie respiratorie e infiammazioni in bocca e gola, nonché artrite, gotta, reumatismo. Si consiglia di lasciar riposare alcune ambre in acqua durante la notte e berla al mattino a digiuno, oppure indossare l’ambra direttamente sulla pelle. Rende sereni e ottimisti, più flessibili e più sicuri di sé. L’acqua di ambra ha sapore leggermente acido; disintossica e ripulisce tutto l’organismo.
La sua formula chimica è C10H16O+S. L’ambra del Mar Baltico è particolarmente ricca di acido ambrico, ambìto in passato per la preparazione di rimedi e cosmetici. Si pulisce sotto acqua corrente tiepida, non va lasciata a lungo sotto il sole.
Corallo. Si tratta di scheletri di minuscoli abitanti del mare, e servono da abitazione per piccoli polipi. Questi ultimi secernono una sostanza calcarea che nel corso dei millenni forma interi reef di coralli, un ambiente ideale per un meraviglioso, variopinto mondo subacqueo. Da sempre si ritiene che il corallo favorisca la formazione di sangue sano e vitale nonché la crescita del giovane organismo. Protegge dalle infezioni, dai problemi circolatori e dall’ipertensione, dai disturbi mestruali, e migliora la fertilità. Anche in menopausa si dovrebbero indossare spesso i coralli sulla pelle. Previene l’osteoporosi (tanto è vero che si somministra in modo ponderale, sotto forma di integratore alimentare, ma probabilmente è altrettanto se non più efficace l’“informazione” mediante contatto). Carbonato di calcio (CaCO3) allo stato puro, nei colori rosa, rosso, ruggine fino a nero. Si pulisce una volta al mese ponendolo in una ciotola con sale marino; evitare lunghe esposizioni al sole.
perla
Un granellino di sabbia che si infiltra tra guscio e rivestimento interno di un mollusco induce questo a deporre carbonato di calcio intorno all’intruso, e nel corso di 10-15 anni si forma una perla. La delicata luce delle perle ha da sempre incantato gli esseri umani che l’hanno associata alla bellezza, alla perfezione, alla femminilità. Di colore argenteo, dorato, rosa, verde chiaro, azzurrognolo fino a nero, la formula è sempre CaCO3. La risonanza con il calcio induce denti e ossa del nostro organismo a elaborare in modo ottimale il calcio assunto con l’alimentazione. Per combattere dolori ossei e cefalee croniche, applicare le perle oppure bere acqua nella quale hanno riposato una notte. Si rivela utile anche per l’equilibrio ormonale e la forza nervosa e muscolare, per il lavoro di stomaco, milza e intestino, ed è da provare in caso di allergie respiratorie e dermatiti. Si pulisce una volta al mese in una ciotola con sale marino o acqua con sale marino, si ricarica poi in una grande conchiglia madreperlacea.
giocare con cristalli e pietre
Anche i cristalloterapeuti, dopo lunghi studi, non seguono normalmente schemi fissi nell’usare e consigliare minerali, pietre e cristalli. È più importante l’osservazione delle particolarità dell’individuo e soprattutto l’intuito. Quindi anche noi dovremmo lasciarci guidare dalle sensazioni… Quando scegliamo una pietra, facciamoci attirare da essa ma poi prendiamoci anche il tempo per guardarla, per prenderla in mano, per recepire il suo messaggio. Può anche darsi che siamo entrati in un negozio di minerali e gemme con l’intenzione di cercare un quarzo rosa e ne usciamo con un occhio di tigre, o viceversa, e va benissimo così.
Siamo creativi anche nell’uso! Appoggiamo il cristallo scelto al momento sul corpo dove lo avvertiamo come più piacevole, oppure poniamolo sul comodino o sotto il guanciale, o ancora in una brocca con acqua, o teniamolo in tasca per poterlo toccare ogni tanto. Con il tempo diventeremo sempre più sensibili e percettivi, e useremo sempre meglio il potere dei cristalli… ed essi risponderanno al nostro richiamo.