semi piccoli come… pulci
Il loro aspetto può benevolmente ricordare, per misura e colore, le pulci. Tanto è vero che psyllium significa pulce in latino; gli anglosassoni lo chiamano tuttora flea seed, nei paesi di lingua tedesca flohsamen. In commercio troviamo sia Plantago arenaria sia Plantago ovata; sono quindi stretti “parenti” della piantaggine, ma anche della “barba di frate”, una verdura che si mangia volentieri in questa stagione.
Quando i semi della pianta annua, alta fino a 50 cm con foglie strette e piccoli fiori bianchi su spighe lunghe 2-3 cm, giungono a maturazione, tendono a “saltare” fuori dalla capsula che li contiene, quasi come se fossero piccole pulci. Plantago ovata ha tegumento più chiaro, Plantago arenaria invece più scuro; entrambe si prestano ad uso alimentare e farmaceutico, e sono note da tempo in medicina popolare. Lo psillio cresce spontaneo in tutta l’area mediterranea ma è coltivato soprattutto in India, oltre che in Israele e Russia. Le sostanze principali di Plantago ovata, detta anche Ispagul o Piantaggine indiana, sono: proteine; mucillagini (polisaccaridi: xilosio, arabinosio); Iridoidi (aucuboside); alcaloidi (boschniachina, plantagonia, indicainina); glucosidi; steroli; tannini. Le sostanze principali di Plantago arenaria, detta anche psillo o pulicaria sono, in ordine di quantità e importanza: mucillagini (xilosio, arabinosio, acido aldobiuronico); alcaloidi; steroli; triterpeni; aucuboside; proteine; tannini; sali di potassio.
una vera farmacia in pochissimo spazio
Sant’Ildegarda di Bingen, nata nel 1098, già consigliava i semi di psillio per prevenire e curare numerosi disturbi. Le ricerche e sperimentazioni degli ultimi decenni hanno confermato ed evidenziato numerose virtù, tanto è vero che oggi lo psillio (o psillo) è uno dei più richiesti integratori alimentari, negli Stati Uniti, tra quelli ricchi di fibre e mucillagini. La più nota è la funzione benefica per l’intestino, non solo perché favorisce un corretto transito e previene la stitichezza, ma anche perché riduce la tendenza a flatulenza e gonfiori, rallenta e ferma la diarrea, lenisce le irritazioni intestinali, aiuta a regolarizzare il peso corporeo, riduce l’eccesso di colesterolo, favorisce un corretto livello glicemico, ed è consigliato pure alle donne in gravidanza per mantenere morbide le feci. Unica controindicazione è l’occlusione intestinale, caso in cui chiaramente non è sufficiente a risolvere il problema.
Ad agire sono le sue fibre, ma ci si potrebbe chiedere perché allora non ricorrere alla crusca di frumento o farro che sono meno costosi... Il vero pregio dello psillio è nella combinazione eccellente di fibre di tipo sia idrosolubile sia non-idrosolubile (in rapporto ideale: 70/30) con le mucillagini. Queste ultime hanno la capacità di attirare e legare a sé l’acqua, di rigonfiarsi e di diventare molto morbide e scivolose. Ciò spiega l’azione lenitiva delle irritazioni, la capacità di legare a sé i grassi, di ridurre l’assorbimento di carboidrati a livello dell’intestino tenue e di facilitare e aumentare il transito intestinale.
stitichezza, diarrea, colon irritabile: lo psillio è sempre utile
Potrebbe sembrare una contraddizione, ma lo psillio è un prezioso aiuto in tutte le situazioni di intestino disturbato o sensibile. Grazie all’alta concentrazione di mucillagini nei semi (o anche nelle sole bucce, intere o macinate), esse si rigonfiano in presenza di acqua e aumentano il volume del contenuto intestinale. Ciò stimola delicatamente le pareti dell’intestino, accelerando il passaggio. Inoltre, le mucillagini rendono scivoloso il contenuto dell’intestino per cui questo diventa morbido ed esce facilmente. Infine, lo psillio contribuisce a prevenire le fermentazioni intestinali e i conseguenti gonfiori. Anche chi soffre di colon irritabile trova solitamente grande sollievo con l’uso di psillio, così come chi è affetto da emorroidi o ragadi nella zona anale. Anche in gravidanza è un aiuto prezioso, mentre normalmente in questo periodo i lassativi sono sconsigliati. I primi risultati “regolatori” si notano a partire da 12 ore circa e possono perdurare per due o tre giorni. Persino i pazienti con Morbo di Crohn e con Colite ulcerosa riferiscono un grande sollievo, dovuto probabilmente anche a un ulteriore vantaggio dello psillio che riduce la concentrazione di sostanze irritanti.
come assumerlo
Si può assumere il seme intero oppure solo il suo tegumento/la crusca, tal quale oppure macinata in polvere fine: l’effetto è, a grandi linee, lo stesso. Però è fondamentale bere abbondante acqua insieme e anche dopo, perché lo psillio può sviluppare la sua attività soltanto assorbendo acqua e rigonfiandosi grazie a questa. Se non si dovesse accompagnarlo con acqua si potrebbe addirittura ottenere l’effetto contrario perché lo psillio si cercherebbe il liquido necessario una volta giunto all’interno dell’organismo. Se usato nelle ricette di cucina, il problema invece non esiste perché esso agisce già da legante, assorbendo liquido durante la preparazione/cottura. Si può versare lo psillio su un cucchiaio, metterlo in bocca e deglutire con alcune sorsate d’acqua (per un cucchiaio si consiglia almeno un bicchiere, ma possibilmente anche di più), altrimenti si versa lo psillio in un bicchiere con abbondante acqua, si mescola e si beve la miscela, oppure ancora si mescola con yogurt, müsli, un frullato o altro.
Quando assumerlo? Tutti i momenti sono adatti: a colazione, prima di andare a dormire, durante la giornata, anche distribuito in più dosi. Si troverà facilmente la quantità più idonea per le personali esigenze del momento. Chi viaggia molto e teme di non avere possibilità di bere, può trovare anche delle capsule a base di psillio; l’assunzione con acqua però è sempre preferibile. Lo psillio si trova in farmacia, in erboristeria, nei negozi di alimenti dietetici oppure on line.
tutta salute!
Peso forma. Cercare di controllare il peso corporeo assumendo dei lassativi può diventare un’abitudine molto dannosa perché si crea facilmente dipendenza, l’intestino perde ulteriormente tonicità oppure si irrita. Inoltre i lassativi solitamente sottraggono liquidi e sali minerali all’organismo e possono danneggiare la flora intestinale. Una sana flora intestinale invece ama le fibre, e lo psillio ne fornisce una buona quantità e qualità. Lo psillio, e soprattutto il suo tegumento, agisce anche come una carta assorbente, accaparrandosi una parte dei lipidi presenti nell’intestino. Ecco che ne assorbiamo meno, pur avendo mangiato a sazietà. L’assorbimento di lipidi da parte dello psillio alleggerisce anche il lavoro di fegato e cistifellea. In queste condizioni diventa facile raggiungere, in modo naturale e senza strenui sacrifici, il proprio peso- forma.
Colesterolo. Confrontando diversi studi internazionali è stato possibile calcolare una media: la regolare assunzione di tegumenti di psillio abbassa fino al 20% del colesterolo totale e fino al 15% del colesterolo LDL (quello “cattivo”), migliorando il rapporto tra HDL e LDL. Le fibre idrosolubili legano a sé, a livello intestinale, gli acidi biliari ricchi di colesterolo. Questi vengono così espulsi dall’organismo anziché essere riportati in circolo. Il corpo è pertanto costretto a usare il colesterolo presente nel sangue per produrre i sali biliari – e lo si nota, quando si fanno gli esami del sangue.
Glicemia. Uno studio iraniano ha dimostrato che il consumo di psillio riduce l’iperglicemia. Altri studi hanno evidenziato come sia utile anche nei pazienti con diabete I e II, dato che lo psillio riduce l’assorbimento di zuccheri a livello dell’intestino tenue. I diabetici che assumono regolarmente lo psillio dovrebbero misurare puntualmente la loro glicemia perché spesso si può ridurre il dosaggio di insulina.
Sistema immunitario. L’intestino è una parte molto importante del nostro sistema immunitario, e la flora intestinale sana è pertanto fondamentale. Dato che la crescita dei batteri utili è favorita dallo psillio, è logico dedurre che la nostra salute in generale ne beneficia.
in cucina
Questo piccolo semino è davvero molto duttile e può essere usato in diverse ricette, così anche le persone restie ad assumere integratori ne possono trarre beneficio.
Lo psillio è praticamente insapore, e comunque molto “neutro”, ma esalta gli altri sapori. In genere si usano sia i semi interi sia i tegumenti (tal quali o in polvere), comunque possono richiedere piccoli adattamenti della ricetta. Ecco alcuni esempi...
Minestrone di stagione. Preparate il minestrone con tutte le verdure fresche di stagione, o eventualmente con dei surgelati. Potete addensarlo aggiungendo, una volta spento il fuoco, da uno a tre cucchiai di psillio in polvere o scaglie.
Biscotti croccanti. Nei prodotti da forno – pizze, focacce, biscotti, pane ecc – i semi interi di psillio sono l’ideale, anche se si può far uso di altre forme. Durante la preparazione dell’impasto si presterà attenzione al livello di umidità: probabilmente dovete aggiungere un po’ di liquido, dato che lo psillio ne assorbe. Però i vostri prodotti da forno ne guadagnano in morbidezza, e possono diventare anche croccanti. Ingredienti: 300g di farina integrale (preferibilmente da coltivazione biologica), 1 uovo, 60g di burro, 3 cucchiai d’acqua, 1 cucchiaio di miele, 1 cucchiaio di semi di psillio, 1 pizzico di sale. Preparazione: scaldate il forno a 170°C. Ammorbidite il burro, lasciandolo fuori dal frigorifero per almeno un’ora. Mescolate farina, psillio e sale, poi al centro mettete uovo, burro e acqua. Impastate, poi aggiungete il miele. Se preferite l’uvetta al miele dovete lavarla e lasciarla rigonfiare leggermente nell’acqua; anche l’uvetta va aggiunta all’ultimo momento. Stendete l’impasto e ricavatene dei rombi, oppure dei biscotti di altra forma (eventualmente con l’aiuto di uno stampino). Ungete una placca da forno, o proteggetela con l’apposita carta, e disponetevi i biscotti. Fateli cuocere per 10-15 minuti, controllando la cottura.
Polpettine. Potete usare tutto quello che è rimasto dal pasto precedente: riso cotto, patate e/o altre verdure cotte, specie se di diversi tipi (danno colore), carne sminuzzata, pesce, leguminose, formaggio o tofu. Mescolatele per rendervi conto della consistenza ottenuta e del gusto, poi aggiungete erbe aromatiche e spezie secondo i vostri gusti, un po’ d’olio e naturalmente lo psillio, preferibilmente in polvere o scaglie: 2-3 cucchiai per 300 grammi di impasto. Impastate ancora e formate delle palline, appiattitele tra le mani e fatele rosolare in una padella antiaderente con poco olio, oppure in una teglia nel forno.